venerdì 3 luglio 2009

Il culo prima delle news


Di seguito il video di Sarabanda, il programma di intrattenimento trasmesso da Canale 5 dal lunedì al venerdì dalle 18.50 alle 20, condotto da Teo Mammuccari e Belen Rodriguez. La puntata che vedete è andata in onda il 19 giugno. In questa fascia oraria il pubblico comprende un’ampia percentuale di bambini e ragazzi.


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Le immagini che vedete sono state trasmesse alle 19.40 circa. Subito prima il collegamento con il Tg5, condotto da Cesara Buonamici, con le anticipazioni delle notizie del telegiornale che va poi in onda alle 20.

Questa struttura, cioè le anticipazioni del tg mandate in onda subito prima della panoramica del lato B di Belen, vale per tutte le puntate e tiene incollato il pubblico traghettandolo all'edizione del giornale delle 20. I costi degli investimenti pubblicitari, come sappiamo, sono direttamente collegati alla percentuale di audience raggiunta.

Al lato B di Belen è affidato quindi il compito di rendere gli spot pubblicitari più remunerativi per l’azienda non facendo cambiare canale al telespettatore fino al tg.

Quante di queste immagini dovremo ancora vedere per uscire dalla nostra afasia? Quando arriverà l’immagine ultima che ci farà reagire?

Potremmo chiedere agli autori di Sarabanda Alvise Borghi, Riccardo di Stefano, Flavio Andreini e Alfredo Morabito e al regista Roberto Cenci di uscire allo scoperto e di motivarci la loro scelta:


- E’ necessario riprendere da un punto di vista ginecologico la presentatrice mentre sale le scale?

- Sono gli autori consapevoli che di là dallo schermo ci sono dei bambini, dei ragazzi e delle ragazze?

- Si rendono conto che ciò che mostrano offende profondamente la dignità delle donne?

- Sono certi che l’auditel riporterebbe dati catastrofici di audience se la telecamera inquadrasse la figura intera di Belen anziché il suo sedere in primo piano e dal basso, fino ad intravederne la peluria?

- E le aziende che investono in pubblicità durante la trasmissione si rendono conto che le donne, le acquirenti dei loro prodotti lì pubblicizzati, potrebbero decidere di volere uscire dal silenzio che le immobilizza da anni e quindi non acquistare più i loro prodotti?


Ritengo impellente riportare in primo piano il lato A e cominciare a mettere la faccia in ciò che facciamo, assumendoci le responsabilità delle nostre azioni, iniziando da autori e registi di programmi televisivi.

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