domenica 1 aprile 2007

A Zarathustra il prof. Pietro Ichino

Il mercato del lavoro in Italia, la precarietà e i posti al sole, il dualismo a svantaggio delle nuove generazioni e una legge che porta il nome di un martire.
In Italia ci sono gli atipici, i co.co.pro., i lavoratori a chiamata, l’unica salvezza per il lavoro dipendente il contratto a tempo indeterminato. Un diritto per qualcuno, un pericoloso matrimonio per qualcun altro che invece, per mandare avanti l’azienda, al matrimonio con il lavoratore preferirebbe un pacs o un dico, che si possa sciogliere con maggior facilità.
E poi c’è lo Stato, datore di lavoro con tre milioni e mezzo di dipendenti, fra cui i nullafacenti – come scriveva l’estate scorsa in un editoriale sul corriere della sera il professor Pietro Ichino, docente di Diritto del Lavoro all’Università statale di Milano e uno dei massimi esperti italiani di politiche del lavoro. L’appellativo “nullafacenti” divise il mondo politico italiano - un po’ meno quello dei sindacati del settore – e adesso è diventato il titolo di un libro pubblicato da Mondadori. “I nullafacenti”.
L’autore con noi a Zarathustra, il sabato di Radio Italia anni '60 Emilia Romagna.


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