domenica 27 marzo 2011

L'acqua sempre più salata

In Emilia Romagna una famiglia sostiene una spesa media annua di 319€ per il servizio idrico integrato, a fronte di una spesa media nazionale pari a 270€. Solo in due regioni costa di più: Toscana (369€) e Umbria (339€).

Il capoluogo dove l’acqua per uso domestico costa di meno è Piacenza (257€ annui), 113€ in meno rispetto a Ferrara che con una spesa di 370€ è il capoluogo emiliano dove il servizio idrico integrato costa di più.

In media, dal 2008 al 2009 l’incremento tariffario registrato in Emilia Romagna è stato del 4,9%, a fronte di un incremento medio nazionale del 6,7%. A pesare, in particolare, gli elevati incrementi registrati in tutti i capoluoghi ad eccezione di Bologna, dove si registra un consistente decremento dei costi.

E' quanto emerge dall’indagine svolta dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva realizzata in tutti i capoluoghi, relativamente all’anno 2009. L’attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa o ex nolo contatori).

Ma perchè questo aumento? C'è una correlazione con il ruolo svolto dai privati nel mercato della distribuzione dell'acqua (argomento su cui gli italiani con il referendum del 12 giugno saranno chiamati ad esprimersi)?

Ne abbiamo parlato con Tiziana Toto, responsabile dell'osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva.

Foto tratta da Flickr

Ascolta la puntata andata in onda sabato 26 marzo, alle 18,05, su Radio Italia anni '60 - Emilia Romagna.


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